Impianto Scariche Atmosferiche

Impianto Scariche Atmosferiche impianto scariche atmosferiche

Impianti di protezione contro le scariche atmosferiche - Valutazione del rischio e verifiche. Secondo quanto definito dal Testo Unico sulla. Misure di protezione delle scariche atmosferiche: quali sono? Impianti LPS e SPD; Datori di lavoro e rischio di fulminazione: la normativa di. L'importanza di verificare gli impianti di protezione contro le scariche atmosferiche. I problemi di invecchiamento e usura, le tipologie e la. “ Devono essere protetti contro le scariche atmosferiche con mezzi idonei: a) gli edifici e gli impianti relativi alle aziende ed alle lavorazioni, di cui all'art. 36 ; b) i. Nel caso di installazione di impianti di protezione da scariche atmosferiche esterne CEI EN Protezione contro i fulmini - Impianti elettrici ed elettronici.

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Al fine di aiutare il lettore si fornisce un diagramma di flusso utile per stabilire se collegare a terra un ponteggio e per quale motivo. In questo caso per stabilire la necessità o meno di proteggere un ponteggio dal rischio di fulminazione diretta è necessario effettuare uno specifico calcolo ai sensi della CEI EN il ponteggio non è da collegare a terra, qualora risulti che il livello di rischio di fulminazione sia minore rispetto a quello ritenuto tollerabile dalla Norma CEI EN Il rischio è calcolato sulla base delle sue dimensioni, del comune in cui si trova, del tipo di suolo circostante e della sua posizione.

Il ponteggio non è una massa se i componenti installati sono di classe I collegati tramite il conduttore di protezione alla terra o sono componenti di classe II doppio isolamento Se sul ponteggio sono posati cavi elettrici, di classe II, ad esempio HO7RN-F, oppure cavi unipolari senza guaina ad es.

Se le cordine vengono posate direttamente a contatto del ponteggio, questo diventa una massa, ma si tratta di una posa non ammessa.

Tabella A — Relazione tra sorgente di danno S1, S2, S3, S4 , tipo di danno D1, D2, D3 e tipo di perdita L1, L2, L3, L4 : Legenda Tabella A: 1 Solo nel caso di strutture con rischio di esplosione, di ospedali o di altre strutture in cui guasti di impianti interni provocano direttamente la perdita di vite umane. È il prezzo da pagare per la costruzione di una normativa tecnica europea magra consolazione.

Il significato delle nuove componenti di rischio è di seguito illustrato.

Si noti che la zona in cui considerare il pericolo è una fascia di 3 m e non più 5 m come prescriveva la norma CE I danni sugli impianti si hanno qualora le tensioni indotte superino la tensione di tenuta ad impulso dei componenti elettrici. È la stessa componente M della norma CEI E una nuova componente di rischio.

Le perdite che si possono avere sono L1 perdita di vite umane ed L4 perdita di animali negli edifici adibiti ad uso agricolo. È una nuova componente di rischio. La norma CEI , infatti, riteneva trascurabile il rischio connesso a questa tipologia di sovratensioni.

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Inoltre il datore di lavoro o il conduttore deve provvedere ad una nuova valutazione del rischio dovuto al fulmine su richiesta motivata dell'organo di vigilanza, in caso di introduzione di un fattore di rischio precedentemente non considerato o di variazioni significative dei parametri contenuti nella precedentemente valutazione.

Quali controlli? La verifica delle misure di protezione contro i fulmini, consiste in un controllo di rispondenza alle Norme della serie CEI EN CEI e ai dati di progetto delle misure di protezione esistenti o adottate per ricondurre i valori di rischio a valori tollerabili; essa, come spesso avviene nel nostro settore, è costituita da esami della documentazione, esami a vista, misure e prove.

Esame della documentazione Nella verifica di un impianto di protezione contro le scariche atmosferiche la documentazione tecnica gioca un ruolo fondamentale. Le misure di protezione derivano da scelte non univocamente individuabili dalle caratteristiche della struttura e dell'attività.

Deve essere attentamente esaminata sotto l'aspetto della completezza, della conformità alla Norma e all'impianto "as built". L'idoneità della documentazione è propedeutica all'esame delle misure di protezione.

Esami a vista Fanno parte degli esami a vista la verifica delle caratteristiche struttura, delle caratteristiche superficiali del suolo e della pavimentazione. La verifica della presenza e dello stato di conservazione di barriere, isolamento, cartelli ammonitori, la verifica degli SPD, della schermatura delle linee. La "storia" normativa della verifica del rischio di fulminazione da scariche di origine atmosferica parte, in Italia, con la pubblicazione nel della Norma CEI "Protezione di strutture contro i fulmini" e nel della Norma CE - "Valutazione del rischio dovuto al fulmine".

Nell'aprile viene pubblicata la prima edizione della norma EN , che subisce la prima modifica con la Variante V1del Nel dettaglio il corpo normativo è costituito dalle seguenti parti: EN "Protezione contro i fulmini. Principi generali". Contiene le informazioni relative al pericolo da fulmine, alle caratteristiche del fulmine ed ai parametri significativi per la simulazione degli effetti prodotti dai fulmini. EN "Protezione contro i fulmini. Valutazione del rischio".