Impianto Scarico Acque Reflue

Impianto Scarico Acque Reflue impianto scarico acque reflue

Acque reflue industriali. D. Lgs /06 - art. 74, comma 1 lett.h. “ qualsiasi tipo di acque reflue scaricate da edifici od impianti in cui si svolgono. acque reflue industriali: qualsiasi tipo di acque reflue scaricate da edifici o impianti in cui si svolgono attività commerciali o di produzione di beni, diverse dalle. In merito agli scarichi di acque reflue domestiche in reti fognarie, essere misurati all'uscita del collettore e non dell'impianto domestico. Gli impianti di scarico delle acque usate sono costituiti dalla rete Le acque reflue domestiche e le acque piovane devono essere smaltite in sistemi di scarico. Figura 1. Procedura per la definizione di “Scarico di Acque Reflue Industriali ALLEGATO 2 – Dimensionamento degli impianti di trattamento.

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Pozzetto di cacciata Tipo V gestisce lo scarico intermittente dei reflui nella condotta disperdente. Costituito da un sistema a galleggiante, permette la realizzazione di un battente adeguato a garantire la distribuzione dei reflui in tutta la lunghezza della condotta disperdente.

Condotta disperdente Lo sviluppo totale della condotta disperdente viene calcolata in ragione del numero di A. La profondità della trincea di posa della condotta è di 0,6 — 0,7 m con una larghezza alla base di m 0,4 m. Sopra il letto di pietrisco viene steso uno strato di geotessuto sul quale sarà posato il terreno di riempimento vedi schizzo 2.

Attualmente, le acque reflue si distinguono in base alla loro origine: le acque reflue domestiche provengono quindi sia dalle abitazioni private, sia da esercizi commerciali e attività a esse parificate, tra cui caserme, collegi, alberghi, studentati, impianti sportivi, uffici, bar e ristoranti.

Le acque reflue domestiche a loro volta si suddividono in due precise tipologie, le acque bianche ritenute non pericolose per la salute pubblica e derivanti dal dilavamento di tetti, strade, giardini e cortili a opera di pioggia, neve o grandine , e le acque nere, prodotte invece dagli scarichi delle cucine e dei bagni.

Gli scarichi delle cucine sono anche detti acque saponate grasse per la presenza di detersivi e residui di cibo oleosi, mentre gli scarichi dei bagni si classificano in acque grigie moderatamente sporche e provenienti da docce, vasche da bagno, lavandini e lavatrici , e acque fecali orinatoi e tazze wc , contenenti le deiezioni umane.

La rete di scarico delle acque nere è invece similmente composta: - Tubazioni di scarico provenienti dalle singole utenze ad esempio doccia, lavabo, acquaio della cucina, eccetera , che nel caso di edifici plurifamiliari si immettono nella colonna di scarico condominiale.

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Tipologia Descrizione Condotta disperdente Costituita da elementi tubolari in PVC, con fessurazioni nella parte inferiore rispetto alla posa, collegata ad un pozzetto di raccolta dotato di dispositivo di cacciata V che riceve i reflui provenienti dal trattamento primario per mezzo di una tubazione in PVC a tenuta.

La lunghezza della condotta è valutata in ragione di 2 — 4 A. Condotta drenante Come condotta disperdente posata al di sotto della stessa con fessurazioni nella parte superiore rispetto alla posa e con lo scarico in un adeguato ricettore vedi schizzo 2.

Trincea di posa La trincea di posa è il sito in cui avviene la biodegradazione dei reflui.

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Infine si procede al riempimento dello scavo interponendo un tappeto di geotessuto tra lo strato di pietrisco ed il terreno di riempimento. Per il deflusso vengono consigliate tubazio ni da — mm di diametro con fori da 10 mm poste sul fondo dal lato opposto alla distribuzione;.

A monte ed a valle del letto vengono realizzati i pozzetti di ispezione necessari per il controllo dei livelli ed il prelievo dei campioni. Il refluo percola lentamente attraverso il letto e viene convogliato verso il sistema di raccolta posto alla base. Sopra il drenaggio si pone il materiale di riempimento costituito da ghiaia lavata.

Il substrato è costituito da ghiaia lavata a diversa granulometria decrescente o sabbia lavata per uno spessore di circa 1 metro. Anche in questo caso sono necessari sistemi di contenimento delle acque meteoriche argini perimetrali attorno ai letti. Depurazione con filtrazione per adsorbimento In questa tipologia di depurazione gli scarichi industriali vengono fatti passare attraverso filtri pieni di un carbone vegetale organico denominato carbone attivo.

Questo materiale, dalla granulometria di millimetri circa, è estremamente poroso con un enorme superficie in rapporto al volume. Quando il carbone non è più in grado di trattenere adeguatamente gli inquinanti si dice esaurito.

Viene quindi inviato in appositi stabilimenti dove è rigenerato mediante lavaggio con vapore surriscaldato ad alta pressione.

Il carbone è quindi quasi completamente riutilizzato mentre gli inquinanti estratti e concentrati sono trattati da ditte specializzate in impianti specifici: è un sistema di trattamento tipico di ditte chimiche, farmaceutiche, vernici, petrolchimiche ecc. Di seguito si riporta uno schema base di impianto di trattamento dei reflui tramite utilizzo di carboni attivi.